si vede che hanno girato il ripetitore...
o che mi hanno sgamato a scrivere aruotalibera e hanno deciso di farmi tacere
la censura d'altra parte e' cosi' di moda.
da un mese quel capolavoro di tecnologia che e' la chiavetta usb con scheda sim per navigare in rete non funziona piu'.
i miei contatti con il mondo esterno devono sottomettersi agli orari della biblioteca: ma io arrivo quando gia' stanno chiudendo, prego benevolenza, guardo velocissima se qualcuno mi pensa via mail, constato che no, in effetti non mi pensa nessuno, mi deprimo e vado a casa.
quello che succede nel mondo lo imparo dai giornali.
quello che succede a me e' ormai un mistero.
avevo deciso di scrivere un blog per due motivi:
1- terapeutico: almeno mi sfogavo digitando a voce alta le stranezze della normalita' che mi circonda.
2- sociale: volevo tenere tutto il mondo al corrente di dove stavo e che facevo, cosi' se un giorno smettevo di scrivere tutto il mondo mi avrebbe cercato, magari arrivando prima che mi tagliassero le orecchie per farne ragu'.
la tecnologia e' la grande beffa del nuovo millennio: ti da' l'illusione di essere global anche quando stai nel buco del culo del local, e quando ci stai credendo davvero si spegne.
e tu ti senti in un barattolo a cui hanno appena chiuso il tappo.
ermeticamente.
in inverno al paesiello fa freddo ma soprattutto piove.
il regno della noia si rivela in tutta la sua potenza mortale, mi chiedo come si faccia a vivere qui con la prospettiva che devi continuare a vivere qui anche domani e dopodomani e tra un mese e tra un anno.
comincio a capire il perche' dell'alto tasso di suicidi.
comincio a capire il perche' del rifugio nell'alcol praticato come sport di massa.
avevo gia' capito ma ora comprendo e condivido il perche' dell'emigrazione che anche oggi i giornali locali additano come una piaga endemica di queste terre.
e infatti sto emigrando anche io.
me ne rendo conto, mi viene un brivido...sara' caga o gioia? faccio un sorso di mirto.
torno in italia, ma quando lo dico in giro la gente mi corregge: non in italia, nel continente! in italia ci siamo gia'...e io penso che la separazione in fondo non e' tanto quella geografica ma piuttosto l'abisso temporale che ha fatto scivolare questo pezzo di italia in un'epoca alternativa.
come se l'italia fosse una boccia di champagne e la sardegna il suo tappo che un capodanno e' schizzato accidentalmente in un punto qualsiasi tra il pleistocene e l'era dei replicanti e da allora galleggia senza quasi rendersene conto, autoalimentandosi in un'illusione di realta'...
ehi, sto mirto fa di brutto!
musica: curami - CCCP
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