merda...sono le otto...
a che ora ho il volo?
alle nove.
merda. ce la faro'?
ma si, dai!
mamma e' sempre stata una tipa piuttosto ottimista.
ma sono le ottoooooooo!
saltiamo in macchina, guido io in una tipica mattina grigio-impiegatizia milanese ingolfata di colletti bianchi e giovani stagisti che cominciano le loro giornate in coda sulla circonvalla.
la tensione nell'abitacolo e' altissima, la mamma ansima, io bestemmio.
forse la mamma ansima perche' io bestemmio.
otto e venti, non siamo neanche a meta' strada.
cazzo, ho perso l'aereo.
ma no, dai!
l'ottimismo cieco della mamma aggiunge agitazione al mio nervosismo. quasi non mi sopporto da sola.
in preda al panico prendo una strada alternativa, a caso.
siamo perse in una di quelle vie anonime che non sono piu' citta' e non ancora periferia.
finalmente, viale forlanini. li' in fondo c'e' linate.
150 all'ora, mai andata cosi' veloce neanche in autostrada.
schizzo fuori, corro al check in. chiuso.
bestemmio.
la tipa al banco e' simpatica come una spremuta di limone.
mi suggerisce con un ghigno di provare a correre al gate, pregare in ginocchio e sperare che mi imbarchino lo stesso.
ai controlli di polizia ovviamente mi fermano.
non ho carta d'imbarco, dove voglio andare?
mi arrampico sui vetri meglio dell'uomo ragno, gli spiego che il traffico e' impazzito, il mondo e' una merda, il governo e' ladro, per non parlare delle cavallette e della carestia...e il volo parte tra dieci minuti.
perplessi, mi fanno scortare al gate da un agente.
la stavamo aspettando! mi fa il tipo con la ricetrasmittente in mano.
bene, ho vinto.
la radio gracchia qualcosa, il tipo dice 'bene, perfetto'.
dai che ho vinto.
non si puo' imbarcare, e' troppo tardi.
cazzo. ho perso.
sono sudata come fosse agosto, il mondo mi e' ostile, il mio unico amico e' un agente di polizia che mi scorta di nuovo oltre i controlli verso l'uscita.
eccomi qua, ancora regina nel regno della sfiga.
torno al check in, altra tipa simpatica come un carciofo nel culo: deve comprare un altro biglietto, vada in biglietteria o chiami il call center.
biglietteria: compri un altro biglietto, sono 130 euro, il volo parte tra sei ore.
non puo' essere, sto impazzendo.
call center, costo della chiamata 2 euro al minuto: deve comprare un altro biglietto.
i 2 euro peggio spesi della mia vita.
torno dentro.
sembro un cane appena abbandonato al guard rail.
chiamo la mamma.
sono una sfigata mamma, torno a casa.
ma no, dai, protesta!
fanculo all'ottimismo, neanche la mamma mi vuole.
busso alla porta dell'ufficio della compagnia aerea.
entro e ammonticchio i bagagli sull'elegante poltroncina frau.
sembro un rom appena sgomberato dal campo nomadi.
buongiorno, vorrei protestare. vibratamente.
un signore con la faccia da bradipo solleva due occhi molli oltre lo schermo del computer.
prego, protesti pure.
gli spiego scazzatissima il motivo della mia frustrazione.
e oltre a protestare, vorrebbe altro? dice lui
beh, vorrei partire senza dover comprare un altro biglietto.
bradipo prende il telefono e chiama qualcuno a cui racconta una storia di fantasia su una signorina che non hanno imbarcato per un loro errore e che dunque va giustamente spostata sul volo successivo senza costi aggiuntivi.
ehi, bradipo, sei un figo, grazie!
si figuri, se tutti protestassero come lei io verrei a lavorare con il sorriso.
non confido a bradipo che ero li' solo per passare del tempo e che quando protesto con convinzione sputo fiamme e lancio fulmini...esco e mi fumo una sigaretta.
passa un tipo a chiedere moneta.
sei venuto fino a linate per fare moneta? gli do due euro, alla faccia del call center. oggi e' diventata una giornata magnifica. passo le sei ore che mi separano dal decollo guardandomi intorno con un sorriso ebete.
quando atterro e' gia' buio.
quando arrivo al paesiello e' gia' notte.
mi sistemo nel 'mio' convento e subito mi incammino lungo la strada sterrata che costeggia i 'miei' passaggi a livello.
siamo fuori dal paesiello qui, non c'e' illuminazione pubblica.
il cielo e' un foglio nero con mille puntini da unire per scoprire cosa apparira'.
a un tratto un puntino si stacca e cade nel vuoto lasciando una scia luminosa.
una stella cadente a novembre?
non puo' essere, sto impazzendo.
no, eccone un'altra.
questo e' il paesiello, bentornata!
bella li, mi sei mancato anche tu.
musica: crazy days & crazy nights - almamegretta
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Evviva!!
RispondiEliminasono contenta che tu abbia ripreso a scrivere...riesco ad immaginare perfettamente l'atmosfera pesante nell'abitacolo della macchina: è la stessa che respiro io! buon sangue zuzzi non mente! Baciozzi LA CUGGINA
RispondiEliminaNata per correre!
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