23 settembre 2009

il governo e' un ladro

piove.
stamattina un cielo grigio-neon tipicamente padano ha rimpiazzato le nuvole-batuffolo che nonostante il colore apocalisse restano pur sempre soffici e accoglienti.
questa panna nera montata mi ha regalato persino attimi di poesia al tramonto, quando il sole arancione ci si nascondeva dietro e lasciava spuntare solo qualche raggio.
ma adesso niente.
niente luce, niente ombra, niente panna, finiti anche i batuffoli.
solo un monocromo in scala di grigio, un cielo colorato con il pantone, quella luce che ti fa tenere gli occhi chiusi e la fronte aggrottata, cosi' sembro inversa anche se eventualmente non lo fossi.
ma tanto lo sono.
sono inversissima, quasi retroversa.
ipercritica e menosa.
pessimista e fastidiosa.
c'ho la gnugna, quello stato psicofisico onomatopeico che si cura restando sotto le coperte tutto il giorno, guardando la pioggia che picchia sul vetro e tu non la fai entrare.
e io cosa me ne devo fare della pioggia, la racconto facendomi uno sbattimento carpiato o me ne sto sotto le coperte?
monetina: testa coperte, croce esco.
cazzo, croce.
mentre mi vesto con una faccia come mike tyson subito prima che strappasse l'orecchio a morsi al suo avversario, penso che comunque la pioggia fa bene all'agricoltura.
questa e' una delle massime storiche di babbo, che dell'agricoltura non ne sa nulla, ne' vi si interessa minimamente, pero' si vede che sta stronzata gli piace proprio.
e me la ripete con entusiasmo, in particolare quando c'ho la gnugna, la metereopatia mi innervosice e mi fa proprio un bell'effetto sentire una massima storica a caso.
in questo paesiello incastrato tra due dighe che non riesce a ciucciare acqua ne' da una parte ne' dall'altra, il babbo potrebbe avere un suo fan club.
chiunque io incontri mi smolla del cibo, ormai comincio a pensare che sia un modo per impegnarmi le mani cosi' che non possa schiacciare rec.
una signora mi ha riempito di un dolce tipico chiamato gatto' (chissa' forse si scrive gateau pure qui...).
la preparazione di questo dolce molto amico del mio dentista e' piu' o meno cosi': si spedisce il proprio marito all'alba alla ricerca di mandorle nelle campagne intorno al paese.
il poveruomo si arrampica sui rami e ne raccoglie chili e chili che poi fa su in un fardellino e trasporta in groppa fino a casa.
successivamente le mogli si portano il bottino al passaggio a livello e li' spaccano le mandorle con una pietra aspettando il treno.
una volta pulite, sbucciate e sminuzzate, le mandorle vengono aggiunte allo zucchero caramellato, e il tutto viene steso su un piano di marmo e fatto a tocchetti.
ne ho mangiato fino alla nausea.
nonostante il diabete sicuro, non mi ha fatto passare l'umore di merda.

musica: himalayan yeti dub - zion train

1 commento:

  1. Brava! Tieni duro e coccolati un po', quando torni a Torino ti riempio di abbracci io, che te li meriti tutti.

    RispondiElimina