mi presento in municipio poco prima dell'una.
trovo pucci, il tuttofare comunale, in grande agitazione.
su tutti i documenti che ha stampato questa mattina ha messo la data di domani.
"certo" dice "mi sono allineato con giove, e' per questo che sono un giorno avanti".
lo guardo convinta di non aver capito la battuta, ma lui e' serissimo.
soprassiedo un po' perplessa, lo lascio su giove e mi incammino verso l'ufficio del sindaco.
susy ('su-sindacu') anche detto 'el alcalde', e' una superpotenza locale.
presente quanto una divinita' panteista, tiene d'occhio tutto (e tutti) in un clima da grande-fratello-fai-da-te.
orgoglioso della storia e della tradizione del paese, sembra contare molto sulla buona riuscita del film per portare alla ribalta l'identita' locale.
questa cosa mi crea un'ansia cosmica, ma evito di renderlo troppo palese e in sua presenza indosso una maschera di donna sicura e molto professional.
anche perche' susy e' la mia unica speranza per avere una casa e una macchina con cui spostarmi.
un po' un obi-uan-kenobi dell'entroterra sardo, speriamo non sia solo un ologramma...
susy mi invita a 'uno spuntino in campagna'. accetto.
la macchina abbandona la strada asfaltata inerpicandosi su per uno sterrato, dentro a una vigna, e si ferma di fronte a una casa, la tipica casa sarda che ha come primo ambiente 'sa lolla', una grande, molto grande sala da pranzo che unisce l'ingresso alle altre stanze.
nella 'lolla', una trentina di uomini, solo uomini siedono attorno a una lunghissima tavolata ricoperta di cibo e bottiglie di vino.
ma dove sono le donne?
le donne qui non partecipano agli 'spuntini', non vanno al bar, le vedi ogni tanto ochieggiare da dietro una finestra. chiusa.
le donne qui sono quasi invisibili.
siamo sul pianeta u0m0.
e io ho deciso di fare un film sulle donne. sono un genio.
entrando, questi trenta maschi piu' o meno adulti si voltano come se avessero visto ET, con lo sguardo di chi non sa bene se e' gia' ubriaco o se deve solo aspettare che mi si accenda il dito per poter volare in bici sulla luna.
metto su la maschera della femmina sicura e a suo agio, mando giu' un grumo di saliva mista a panico e mi siedo in un angolo della grande tavolata.
come antipasto, arriva un piatto di cozze crude.
mai mangiate le cozze crude, la mamma non vuole. dice che fanno venire l'epatite, il colera e forse anche la cellulite cronica. faccio finta di niente. mi guardano tutti.
cazzo, la cozza.
gran respiro, un ultimo pensiero per la mamma e la cellulite cronica e glup, questa cosa molle che sa di limone salato scivola giu' per la gola con la nonchalanche di un terrorista imbottito di tritolo che prende l'autobus all'ora di punta.
poco dopo, le facce abbronzate dei miei commensali si illuminano di un sorriso godereccio.
mi volto e mi trovo di fronte i tre porcellini. sono proprio loro, piccoli e cicciotti come quelli di walt disney, ma invece di agitarsi scappando dal lupo sono immobili, stesi su piatti da portata, aperti in due e a pancia in giu', gli occhietti chiusi e il muso contratto in un'espressione assente.
questa volta resisto, non saro' complice dell'infanticidio.
terminato lo scempio dei cadaveri, arriva del formaggio.
finalmente una cosa normale.
sarebbe bello, ma si sa che da vicino nessuno -e nulla- e' normale.
come per magia, il formaggio si anima, comincia a muoversi, letteralmente a saltare.
ecco i primi sintomi del delirio da cozza cruda, ho le visioni, mamma perdonami, sto per morire.
invece il mio vicino mi porge con enfasi una fetta di formaggio cinetico: 'casu marzu' (formaggio marcio, prelibatezza ricoperta di vermi e gran privilegio del palato).
felice di essere ancora nel pieno delle mie facolta' mentali, freno un piccolo conato di vomito e accetto la fetta sgrullandola da ogni forma di vita e riportandola alla sua natura statica e inanimata.
mi interrogo sul senso della parola 'spuntino': sono passate gia' tre ore, comincio a pensare di essere stata sequestrata dall'anonima mangioni.
a un tratto si avvicina il padrone di casa, passo incerto e occhio liquido, e si profonde in una serie di ringraziamenti. grazie per essere qui, finalmente e' arrivata, era molto che la aspettavamo, faccia un buon lavoro...comandante.
spaesata come poche altre volte mi e' successo, ringrazio per i complimenti e l'ospitalita' e gli auguri di buon lavoro, lasciando perdere questo fatto del comandante che interpreto come un tipico modo di dire sardo.
il tizio e' contento e si va a sedere.
susy ha colpito ancora: forse per difendermi dall'euforia alcolica che mi gira intorno, forse per divertirsi alle spalle mie e di tutti i commensali, el alcalde ha avuto la geniale idea di vendermi come il nuovo maresciallo della caserma locale.
essendo seduta in mezzo ai carabinieri (azz...erano in borghese...avro' detto cose illegali?), il gioco e' risultato facile e di sicuro effetto.
il paese e' piccolo, la gente chiacchiera e da quel pranzo la gente mi saluta al grido di 'buongiorno, comandante'.
mai avrei pensato di fare una carriera cosi' fulminante nell'arma dei carabinieri.
benvenuti sul pianeta nonsense
musica: time warp - the rocky horror picture show
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Seguirò con passione le tue storie - continua, mi raccomando!
RispondiEliminasei una splendida donna, lo sai no?
ti abbraccio,
chiara
PS
manda foto di balbo+gonna, produrrò affissioni per la città...