vaschettare: verbo intransitivo.
dicesi del movimento oscillatorio su e giu' dalla strada principale del paese effettuato a tutte le ore del giorno per un tempo che varia da qualche minuto all'infinito, rigorosamente in macchina.
fondamentale nella pratica della vaschetta e' l'uso del clacson per salutarsi da una macchina all'altra e da macchina a pedone, nel caso uno sia cosi' sfigato da non avere un mezzo o troppo piccolo per guidare.
il vaschettare e' chiave di lettura fondamentale per cominciare a capire il genius loci del posto.
si parte dall'inizio del paese, piazzato per convenzione in corrispondenza del distributore di benzina (sara' un caso?) e si risale lungo la via principale fino al piazzale della stazione.
qui le macchine si mettono tutte in fila per girarsi a U e tornano indietro, ricominciando il giro al contrario.
arrivate al distributore, altra coda, altra U e si ricomincia.
il guidatore in effetti non riesce a vedere chi c'e' seduto sul sedile dell'altra auto.
da' per scontato che sia il proprietario, dal momento che qui tutti conoscono il modello di macchina del prossimo. alcuni sanno persino le targhe degli altri.
e cosi' c'e' gigi-quello dell'alfa 158 BW1234X, pippo-della renault sticaz AB67XYZ e cosi' via, tutti a farsi bi-beep lungo la statale senza marciapiede che taglia il paese.
se uno ha la macchina dal meccanico o se gli hanno ritirato la patente dopo avergli fatto il palloncino (cosa parecchio diffusa, quasi che si guadagnassero punti simpatia a ogni ritiro), chiede un passaggio a qualcun altro.
il passeggero puo' cosi' vaschettare felice, e il guidatore gode ad allungare il vaschetta-tour per andare a prendere l'amico.
la scoperta del concetto di vaschetta ha squarciato il velo sul mio stato di disadattata: se non fosse gia' sufficiente essere vegetariana (ormai tradotto qui con 'biologica' e pronunciato con un imbarazzato disgusto), io sono pedona e pure fiera di esserlo.
ho sempre rifiutato i passaggi in macchina e ogni volta che cammino lungo il non-marciapiede della statale sclero quando qualcuno mi strombazza, senza riconoscere ne' modello di auto, ne' numero di targa.
forse qualche volta ho pure sfanculato l'automobilista molesto.
adesso che ho imparato questo piccolo codice del mio nuovo micromondo, ho preparato un'autodifesa:
- quando esco, cerco di percorrere sempre strade secondarie e mai la statale delle vaschette.
- se proprio devo passare dalla strada principale, guardo fisso per terra o in un punto indefinito dell'orizzonte, come se fossi rincoglionita o molto assorta in un qualche pensiero ultraterreno.
dopo tutto, meglio che la gente pensi che sono stordita piuttosto che irriverente.
musica: je m'en fous pas mal - edith piaf
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cara fra, anche a me è capitato in sardegna di camminare fissando un puntino all'orizzonte, troppo imbarazzata dalla moltitudine di gente che "vaschettava"...
RispondiEliminae al mio passaggio sentire esclamare:
"Hey, ma quella è cieca??"
attenzione quindi hai puntini che fissi all'orizzonte, ti consiglio di cercarli divergenti...
chiara, quella un po'sarda