24 agosto 2009

volere volare

sono il trapezista che ha appena mollato il trapezio.
il trapezista sa che ci dovrebbe essere il suo compare all'altro capo del baratro, a testa in giu', pronto a prenderlo al volo.
che ci dovrebbe essere la rete la' sotto su cui rimbalzare se la presa del compare non fosse abbastanza forte.
il trapezista lo sa.
e molla il trapezio con slancio e fiducia.

e vola, in un cielo blu intenso, sopra i campi giallissimi bruciati da un sole caldissimo tra le nuvole a batuffolo che fanno solo scenografia, niente ombra ne' pioggia.
vola sul nulla.
non avevo mai pensato a quale forma potesse avere questa parola ma adesso ne sono certa: il nulla e' qui, tutto intorno a questo budello di paese intorcolato su per la collina.
un posto con le strade troppo strette per i camion troppo grossi, in cui le case sono sfregiate delle manovre di chi e' convinto che il doppio senso di marcia non abbia relazione con la larghezza della carreggiata ma sia una legge divina superiore, un dover essere indipendente dalla effettiva topografia del territorio.
qui il pedone non conta un cazzo.
e' un elemento di disturbo del traffico che -in aperta sfida alla vita e con assoluto sprezzo del pericolo- decide di percorrere senza carrozzeria le striscie di asfalto che segnano la collina.
il concetto di marciapiede non esiste e dove pure hanno deciso di metterlo e' una barriera architettonica alta mezzo metro in cui si puo' camminare solo mettendo un piede davanti all'altro, in fila, con un effetto sculettamento piuttosto imbarazzante.

questo e' un posto in cui la controra dura troppe ore, da mezzogiorno alle cinque.
in questo non-tempo il nulla mostra tutta la sua potenza: nulla si muove, nulla si sente, le finestre sbarrate, i negozi chiusi, in giro non si vede nessuno.
il trapezista vola sulle case di pietra e sulle facce di argilla scavate dal vento, sulle apecar verde scuro e i trattori arancioni.
libero nella sua caduta, si sente creatore e padrone del suo destino.
e' pieno di fiducia il trapezista, e si ubriaca lo sguardo di tutto quello che gli passa accanto.

...fino a qui tutto bene...
riuscira' nel suo volo a lavorare, costruire, immaginare, raccontare, senza che il nulla gli bruci le ali?
riuscira' a gestire un libero scambio di umanita' senza cascare dal pregiudizio allo stereotipo?
intanto continua a volare, tenendosi stretto alla fiducia nella sua caduta libera.
...fino a qui tutto bene...
il problema non e' la caduta, diceva said, antieroe della banlieue, ma l'atterraggio.
e il trapezista comincia a pensare che il suo grosso culo forse una funzione in fondo in fondo ce l'ha.

musica: nick la police - dj cut killer

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